G. Brera - G. L. Lagrange
Il Memoriale della Shoah: emozioni e sentimenti

Le classi 4A e 5C Liceo hanno visitato il 4 dicembre, accompagnati dalle professoresse Elisabetta Oggioni e Bruna Gherner, il Memoriale della Shoah, noto come Binario 21, tappa fondamentale per la crescita civile di ogni cittadino.

I ragazzi sono stati profondamente colpiti e la difficoltà di esternare il proprio pensiero e le proprie sensazioni ha fatto sì che le parole uscissero frammentarie e come spezzate. Ecco perché questi loro pensieri possono essere riflessioni per altri.

 

MEMORIA: I sopravvissuti prima o poi se ne andranno e il ricordo con loro, ma la memoria di essi e di quello che hanno subito deve durare in eterno. Il giorno della memoria e i luoghi dediti al ricordo di ciò che è stata la Shoah servono anche a farci capire la brutalità di certe azioni e a non farci cadere nella stessa crudeltà.

IGNORANZA: Il razzismo è figlio dell’ignoranza. La Shoah è nata a causa degli ignoranti e dell’odio che essa provoca.

Valeria Ferrari 5C

 

PAURA: Paura da entrambi i lati... da parte dei deportati a cui veniva sottratta la quotidianità, la famiglia, la casa per essere portati in posti sconosciuti sporchi e inquietanti. Paura da parte dei potenti che sfruttavano e uccidevano queste persone perché erano secondo loro una minaccia.

BUIO: Buio l’unica cosa che i deportati vedevano durante il viaggio in quel treno, l’ultima cosa che vedevano quando venivano chiusi nelle docce a morire, buio come venivano compiute queste azioni, tutti sapevano ma nessuno interveniva.

Melissa Zongaro 5C

 

OGGETTI: Le persone venivano trattate come se fossero oggetti senza alcun diritto e venivano utilizzate come cavie per pubblicazioni di studio.

ODIO: Le guerre, in modo particolare la Seconda Guerra Mondiale, devono farci riflettere sul dolore che provocano, sull’odio ingiustificato nei confronti di innocenti, sullo sfruttamento e sulla disumanizzazione di esseri umani.

Lucrezia Moretti 5C

 

UMILIAZIONE è la sottomissione che comporta uno stato più o meno penoso di vergogna o contraddizione; questa è la definizione di umiliazione, ed è ciò a cui  milioni di persone sono andate incontro durante la seconda guerra mondiale, derise e picchiate, private di tutti i loro diritti, persino del proprio nome. Un’umiliazione fisica continua, poiché costretti alla nudità, ma anche sicuramente un’umiliazione psicologica, poiché considerate inferiori al punto da essere comparati a oggetti.

FAMIGLIA: l’insieme dei nostri affetti più cari,  luogo dove ci sentiamo sicuri e protetti, dove siamo a casa. Pensate a una madre, come potrebbe essere la mia, la tua, quella della persona che hai alla tua destra o del postino che ogni mattina ti porta il giornale, ora, immaginate, o almeno provateci, all’amore che prova per i suoi figli. Sentito?

Bene adesso seguitemi. Siamo in Germania autunno 1938, notte fonda, la madre si sveglia di colpo, inizia a sentire urla di terrore, neanche il tempo di capire cosa sta succedendo, un gruppo soldati tedeschi sfonda la porta.

Buio.

Tre giorni dopo la madre vedrà per l’ultima volta i suoi figli, non sa dove si trova ha freddo e fame, ma non le importa,  quegli ultimi istanti insieme durano un’eternità, una vita, troppo breve per essere vissuta a pieno.

Con i suoi figli perde un pezzo di sé e solo chi ha provato un’esperienza simile può davvero capire.

Questa non è la trama di una pellicola hollywoodiana, non è fantascienza, è ciò che è toccato a moltissime famiglie durante la seconda guerra mondiale.

Si dice che ci sono poche cose sicure nella vita, e che la famiglia è una di queste; beh tra il 1933 e il 1945 ciò non è stato.

Mattia Coppola, 5^ C liceo

 

Privazione: Nessuno ha il diritto di privare una persona della propria identità sostituendola con un numero come fosse un oggetto

Indifferenza: L’ indifferenza è una comodità della quale le persone si avvalgono perché combattere è difficile e faticoso

Fabrizio Tosi 5C

 

DIGNITÀ: è una parola importante e forte che racchiude in sé tutto il valore e il rispetto degli uomini… purtroppo è stata negata e tolta durante la seconda guerra mondiale alle persone vittime di antisemitismo, attraverso questa orribile vicenda i soldati tedeschi tolsero alle persone deportate nei campi di sterminio la propria identità e dignità privandoli di tutto, anche di “loro stessi”.

Non ci sono parole che possano descrivere quanto è accaduto, la privazione della propria dignità patita dalle vittime mi ha fatto provare emozioni forti e negative, sia di angoscia che di dolore per quelle persone che hanno sofferto durante la seconda guerra mondiale.

SEGRETO: una parola significativa che racchiude il quadro generale della discriminazione razziale e politica (in Italia) è segreto.

Durante gli anni della seconda guerra mondiale nessuna delle persone deportate sapeva a   cosa avrebbe portato l’ultimo viaggio della loro vita…nessuno a parte i nazisti e fascisti diceva di sapere dell'esistenza dei campi di sterminio.

Insomma tutto ciò che è accaduto di negativo è stato nascosto.

Questa situazione di ignoto e segreto mi ha fatto  provato “un vuoto dentro”… incolmabile,  un’emozione incredula di fronte a ciò che accadde .

Simone Scaccabarozzi 5C

 

Discriminazione: L’uomo nella sua storia è sempre stato attirato dalla conoscenza, per colmare le proprie insicurezze, per sopprimere le proprie paure e per governare l’immenso ignoto. Ed è proprio l’ignoranza che porta l’uomo a discriminare colui che gli è diverso, insinuandogli una falsa superiorità dovuta ad un’utopistica idea di normalità. Ciò rende l’uomo irrimediabilmente egocentrico tale che si sente in dovere di eliminare tali “imperfezioni”.

Povertà: “La povertà è la peggiore forma di violenza”: Gandhi. Spesso la povertà viene superficialmente collegata a quella economica bensì nel mondo contemporaneo prevalga quella d’animo. Una povertà di valori, di empatia verso l’altro che scaturisce nel disinteresse generale.

Claudio Gjyla 5C

 

(articolo a cura della professoressa Elisabetta Oggioni)

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