G. Brera - G. L. Lagrange
"Seguite i vostri sogni": il consiglio dell'astronauta Paolo Nespoli

La classe 2A IT-Settore tecnologico ha incontrato l’astronauta Paolo Nespoli il 16 dicembre 2019 al Conservatorio Verdi, accompagnati dalla professoressa Elisabetta Oggioni e dal professor Gianluca Gerace.

Ecco i pensieri degli studenti, scritti dopo l’incontro.

Lunedì 16 dicembre abbiamo assistito alla presentazione della vita di Paolo Nespoli.
Ci ha raccontato di quando era piccolo che aveva assistito allo sbarco sulla Luna, e da lì ha sempre sognato di fare l’astronauta, accorgendosi da più grande che era quasi impossibile avverare questo sogno. Decise di arruolarsi nell’esercito, nella squadra delle operazioni speciali, dopo aver partecipato alla leva obbligatoria. Un suo superiore un giorno gli chiese quale fosse il lavoro dei suoi sogni, non tanto convinto rispose che voleva fare l’astronauta, a quel punto lo convinse a seguire i propri sogni.
Per riuscire nell’impresa, bisognava avere quattro requisiti: una laurea in ambito tecnologico, una padronanza dell’inglese a livello lavorativo, una età compresa tra i 27 e 37 anni e un fisico normale, l’unica caratteristica che possedeva.
Decise quindi di partire per New York al fine di conseguire una laurea in ingegneria aereo spaziale e contemporaneamente acquisire un ottimo livello d’inglese.
All’età di 27 anni partecipò al primo concorso Italiano per astronauti; assieme a lui altre mille persone tentavano di vincere il concorso. Come esito finale, non venne preso, cosi fu anche per il secondo concorso.
Al raggiungimento dei 40 anni, ignorando il consiglio di un suo conoscente, partecipò nuovamente al concorso e, inaspettatamente, venne preso. La sua prima missione spaziale fu di 16 giorni passati a lavorare sulla stazione spaziale. Dopo vari mesi dalla prima missione, gli fu assegnato un altro incarico; ma scopri che l’Italia aveva incaricato un altro astronauta al suo posto; il suo superiore decise quindi di incaricargli un altro viaggio, che consisteva nel partire per la Russia e restare lì due o treanni per prepararsi e imparare la lingua con altro due astronauti; i russi li misero a condizioni di vita estrema per addestrarli. Li mandarono in Alaska ad attraversare un fiume con le canoe con le orche nell’acqua e gli orsi sulla terra ferma; a vivere in un sottomarino per un mese; a sopravvivere in una grotta in Sardegna, dove venne scoperto una nuova specie di animale; li lasciarono sopravvivere tre giorni in un bosco russo per addestrarli al tempo di recupero degli astronauti dopo l’atterraggio di ritorno.
Partirono per questa missione di sei mesi all’interno di un satellite che riusciva a fare il giro della terra in un ora e mezza, riuscendo a vedere 16 albe e 16 tramonti in 24 ore; grazie a questo riuscì a collezionare un sacco di foto della terra dallo spazio, creando persino un video, chiamato: “Silence NASA”.
Paolo Nespoli con questo incontro voleva insegnarci che siamo noi che ci poniamo dei limiti che solo noi possiamo superare, e di sognare sempre cose impossibili svegliarsi e cercare di renderle possibili.

Gabriele Conte e Lorenzo Surico

I sogni sono aspirazioni a che probabilmente non si avverranno mai, ma alle quali restiamo legati, la volontà di provarci è importante perché potrebbero realizzarsi.
Ci creiamo dei muri inesistenti, delle scuse per non provarci, per raggiungere l’obbiettivo bisognerà fare molti sacrifici.
Inizialmente bisogna credere in se stessi, migliorare con le critiche costruttive e non abbattersi davanti agli ostacoli, è necessario conoscersi, sapere le proprie prospettive future, e avere il coraggio di provare a raggiungere il proprio sogno. "Un modo per non fare avverare il proprio sogno e quello di non provarci."
Alcune persone diranno che è impossibile, che è assurdo, ma tu ci devi provare, chissà se lo realizzerai potrai dire di avercela fatta.

Ismail Fahmy

 

L’incontro con Paolo Nespoli mi ha lasciato alcuni insegnamenti , ad esempio, credere in me stesso e  non rinunciare mai ai miei sogni, ma anche superare i propri muri cioè gli ostacoli che noi ci creiamo e soprattutto incrementare la volontà di provare perché provare non costa nulla e può dare soddisfazioni.

Antonio Rubuano

 

Come ha detto Nespoli, bisogna sognare l'impossibile, svegliarsi e provarci, abbattere o sorpassare i muri che ci creiamo, ma soprattutto bisogna fare davvero tantissimi sacrifici. Abbiamo capito che è normale non farcela al primo tentativo, ma per ottenere dei risultati bisogna essere testardi e fregarsene delle opinioni altrui. È inutile avere invidia degli altri perché ci rammarichiamo e perdiamo la giusta strada.
Nella spedizione che ha fatto abbiamo intuito che non si punta mai il dito, ma se si è una squadra bisogna solo che aiutarsi a vicenda.

Stefano Sdeo e Nicola Vuka

 

Tutte le persone hanno dei sogni nel cassetto e immaginano il proprio futuro,in modo particolare i giovani. Tante volte ci fermiamo a pensare su quello che sarà il nostro futuro, sia a livello lavorativo che di vita personale. Io, personalmente, spero di costruire una famiglia e di crescere i miei figli insegnando loro la bellezza della vita. Mentre dal punto di vista lavorativo spero di trovare un lavoro che mi piaccia, chi mi dia soddisfazione.
Secondo me la vita ci dà uno scopo, nessuno deve essere capace di farci cambiare idea, o strada. Noi dobbiamo essere abili attraverso il lavoro e il sacrificio a raggiungere il nostro sogno o lo scopo che ci eravamo posti, fregandocene degli insulti o prese in giro da amici,parenti o conoscenti.

Ali Hasnain

 

Paolo Nespoli, un importante uomo che è riuscito a cambiare il mio punto di vista.
Grazie all’incontro con il cosmonauta sono riuscito a capire che a volte i sogni si avverano. Il suo, sin da piccolo, era quello di diventare un astronauta... Il mio è sempre stato quello di diventare un atleta di successo, di poter volare negli Stati Uniti per entrare nella Lega Americana di Football e giocare per la mia squadra preferita. Nonostante in tutta la storia dell’NFL ci sia stato un solo giocatore italiano non vedo perché non dovrei provare ad essere il secondo.

Samuele Mazzarini

 

Abbiamo incontrato l’astronauta Nespoli che ha raccontato in maniera simpatica la sua esperienza di vita. Anche se in teatro saremo stati più di trecento studenti, l’ingegnere Nespoli con i suoi racconti appassionati è riuscito a mantenere vivo l’interesse per più di tre ore. Dopo la sua presentazione, ci ha raccontato come fin da piccolo nutriva curiosità nei confronti dello spazio.
Terminato il liceo scientifico e successivamente il servizio militare, Nespoli decide di prolungare la carriera militare per altri tre anni. Non soddisfatto, all’età di ventisette anni, decide di laurearsi in Ingegneria Tecnica, requisito necessario per partecipare al concorso per diventare il primo astronauta italiano.
Alla prima candidatura l’astronauta Nespoli, pur rientrando tra i primi cinque, non fu stato accettato. Questo primo insuccesso lo portò, essendo laureato in ingegneria tecnica, ad accettare un impego come ingegnere tecnico.
Trascorso qualche mese, viene indetto un nuovo concorso per astronauta e decide di candidarsi nuovamente. Purtroppo, anche questo secondo tentativo, pur ottenendo una buona posizione nel concorso, non è riuscito. La forte delusione e gli anni che passano, non sono sufficienti a frenare la tenacia dell’astronauta, il quale ormai quarantenne, si ricandida al terzo bando pure essendo fuori età. L’astronauta viene finalmente premiato con la vittoria del concorso, e viene subito inviato alla NASA per la sua prima esperienza da astronauta. Partono così due anni di inteso addestramento, le esercitazioni non erano proprio semplici, la più dura, ricorda Nespoli, è avvenuta all’interno di una caverna insieme ai suoi colleghi quando hanno svolto delle ricerche scientifiche. Al termine degli addestramenti, gli è stata quindi affidata la sua prima missione: effettuare ricerche scientifiche in una stazione spaziale situata in orbita intorno alla Terra.
L’astronauta racconta con entusiasmo, anche la seconda missione che l’ha portato prima ad imparare la lingua russa e dopo ad effettuare delle ricerche su una base spaziale internazionale.
Nespoli ha concluso il suo intervento lanciando un messaggio: è importante avere dei sogni anche se sono grandi ed irraggiungibili e cercare di conquistarli con tenacia e passione.

Mirco Favaron

Io penso che se si ha un sogno nel cassetto, bisogna provare a farlo avverare, anche se all'apparenza sembra impossibile. Un grande esempio è appunto Paolo Nespoli ce fin da piccolo ha voluto fare l'astronauta e, ovviamente, quando si è piccoli, si è ancora immaturi e di certe cose ancora non ci si rende conto, ma lui invece ha perseguito questo sogno anche da grande e, come ben sappiamo tutti quanti, non è per niente facile fare l'astronauta, ma lui nonostante tutto è riuscito a diventarlo.
Quindi se si ha un sogno e lo si vuole far avverare davvero, non esistono ostacoli e soprattutto bisogna crederci e avere molto coraggio.

Andrea Sulfaro

 

L’astronauta Nespoli ci incitò ad avere un sogno, ma non è tutto facile come sembra.
Per un sogno si deve lottare costantemente, non lasciare che qualcuno ti privi di un sogno, perché è come privarti la libertà.
Noi persone vogliamo sempre realizzare un sogno nei più semplici dei modi, ma non è mai semplice. Bisogna utilizzare tutte le proprie forze e sacrificarsi per realizzarlo. È più appagante realizzare un sogno dopo tanto tempo di fatiche che realizzarlo dopo poco tempo usando scorciatoie su scorciatoie.
Nespoli accennò anche delle nostre paure paragonandole ai muri invisibili. Spesso ci fermiamo e non andiamo avanti perché avendo un muro davanti pensiamo di non riuscire a superarlo invece di cercare un modo per farlo.
Dovremmo tutti credere in noi stessi per imparare a conoscerci e, un’altra cosa importante, dovremmo avere più propositi per il futuro.

Eloisa Mae Simon

 

Paolo Nespoli, all’incontro a cui abbiamo assistito il 16 dicembre, mi ha fatto pensare al fatto che bisogna credere in se stessi ed essere più coraggiosi, perché se non si ha il coraggio e non credi in te stesso non potrai mai fare quello che sogni.

Andrea Letterio Di Blasi

 

Il giorno 16 Dicembre 2019 siamo andati al Conservatorio Verdi a sentire l’astronauta Paolo Nespoli. Ci ha parlato dei suoi sogni, della volontà di provare cose nuove, dell’esistenza di “muri immaginari”, dell’importanza dei sacrifici, del credere in se stessi (cosa molto complicata, secondo me, al giorno d’oggi),  del bisogno di conoscerci e della bellezza del coraggio.
Il suo sogno fin da piccolo era di andare nello spazio ma gli hanno sempre tarpato le ali dicendogli che era impossibile ma lui, testardo, ha continuato ad inseguirlo e, beh,i risultati si sono visti. Inoltre ci ha raccontato che a causa delle persone che gli davano poche speranze per i suoi sogni si è creato dei muri immaginari che rappresentavano i limiti che si era imposto da solo, non i suoi reali limiti; per fortuna piano piano ha capito come aggirare queste difficoltà e come fare tutto ciò che ha realizzato fino ad oggi.
Io ho tanti sogni, alcuni impossibili da realizzare a causa delle ricerche scientifiche insufficienti e altri possibili ma difficili da raggiungere, come tutto insomma. Credo di essermi imposta tanti muri da sola anche inutili ma che mi hanno bloccata per molti anni nel prendere decisioni e fare cose.
Spero nel tempo di imparare anche io a superare i miei limiti e riuscire a realizzare i miei sogni, con difficoltà, certo, ma credo che l’importante sia non fermarsi al primo ostacolo.

Matilde Ruffini

 

Durante questo incontro ho capito che quando le persone hanno un sogno che molti ritengono impossibile da realizzare, fanno di tutto per far sì che si realizzi, come ha fatto Paolo Nespolo che, fin da bambino, voleva diventare astronauta, solo che c’erano dei muri, degli ostacoli che glielo impedivano,

Mirko Pozzi

 

 

(articolo a cura della professoressa Elisabetta Oggioni)

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