Sviluppare professionalità in sicurezza. La sfida in laboratorio di Federico Militante

Fonte: Il Giorno

Data: 26 ottobre 2021

In un mercato globalizzato la scuola non solo è demandata a trasmettere i contenuti ma deve anche sviluppare le competenze e le abilità al fine di contribuire allo sviluppo di professionalità che favoriscano le aziende soprattutto in termini di produttività. In tal senso è necessario che ogni attore svolga la sua parte nell’interesse della scuola e della società futura. Negli istituti tecnici - e in particolar modo nel settore tecnologico - diventano centrali i “FabLab“, laboratori di prototipazione aperti a tutti, in cui la tecnologia è collaborativa e, soprattutto, diffusa. I FabLab sono anche atelier creativi, luoghi in cui gli studenti possono essere protagonisti del loro apprendimento attraverso la pratica, learning by doing. Un po’ come le botteghe di un tempo, vero nodo di un’economia locale, in grado di unire tutti gli attori di un territorio. Nelle economie occidentali più avanzate le discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono considerate l’asse portante di un sistema scolastico orientato al progresso scientifico e tecnologico. I FabLab rappresentano un modello che avvicina i ragazzi all’innovazione, al lavoro di gruppo, al pensiero scientifico, al problem solving, ovvero all’acquisizione di una serie di competenze che nella scuola italiana risultano essere ancora insufficienti, come evidenziato proprio dai test “Pisa“.

Consapevoli delle nuove sfide della formazione e del mercato del lavoro abbiamo restaurato il FabLab del Lagrange, il laboratorio di Meccanica e Meccatronica, che cambia pelle dopo 70 anni e ospita anche tredici torni paralleli semiautomatici, un tornio a controllo numerico per filettare e tre fresatrici universali con le quali è possibile realizzare ruote dentate e spianature.

La scuola ha investito molto per metterli in sicurezza, individuando attraverso un bando le migliori aziende del settore. Sono stati applicati anche dispositivi analogici di schermatura, anteriore e posteriore, di parti delle macchine che potrebbero essere pericolose durante il lavoro, nonché lampada a Led e protezione raccoglitrucioli. Fondamentali anche i dispositivi di protezione individuale: camici, occhiali e guanti monouso da lavoro. Tutto per permettere a studenti e docenti di lavorare a norma e imparare l’arte della filettatura: una competenza molto richiesta nel mondo del lavoro.

Tutti i nostri diplomati in Meccanica e Meccatronica trovano occupazione in officine dove si usano macchine a controllo numerico, oltre che macchine tradizionali. E molte aziende hanno sede proprio nell’hinterland di Milano: la richiesta di professionisti del settore è molto alta.

Articolo del professor Federico Militante
Preside dell’IIS Lagrange