La 5AAT al Memoriale della Shoah
Il 26 gennaio 2026 la classe 5AAT ha visitato il Memoriale della Shoah, situato presso il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano. Il Memoriale è collocato in uno spazio sotterraneo, centrale ma volutamente nascosto, nell’area da cui, durante l’occupazione nazifascista, partirono convogli di deportati diretti verso i campi di concentramento e di sterminio. Oggi questo spazio è stato trasformato in un ambiente di conoscenza e responsabilità civile, pensato per custodire le tracce della storia e invitare a una riflessione sul presente.
Il linguaggio dei luoghi: memoria e testimonianza
Il percorso di visita ha accompagnato gli studenti in un’esperienza essenziale e intensa: non una semplice ricostruzione, ma un incontro con un luogo reale, rimasto testimonianza concreta delle deportazioni. Tra i primi elementi che colpiscono i visitatori, nell’atrio, è presente la grande scritta “Indifferenza”, un monito che introduce il senso profondo della visita: la Shoah non fu possibile solo per la violenza dei persecutori, ma anche per l’assenza di reazione, per il silenzio, per lo sguardo distolto.
La giovane guida che ha accolto la classe ha poi illustrato il funzionamento logistico del sito e il motivo per cui proprio questo binario fu utilizzato: era un’area sotterranea, lontana dagli sguardi, dove le persone venivano caricate sui vagoni in condizioni disumane, prima di essere trasferite sui binari di superficie.
Il “Muro dei Nomi” e la dimensione umana della storia
Un passaggio particolarmente significativo della visita è legato al Muro dei Nomi, che restituisce identità a tutti quei deportati che furono ridotti a numero: nomi e cognomi diventano memoria viva e personale, richiamando la dimensione umana della tragedia e l’importanza di ricordare le singole vite, non solo i dati storici.
Dalla memoria alla responsabilità
Questa visita ha consentito agli studenti di riflettere su uno dei capitoli più tragici della storia dell’umanità. Gli alunni, accompagnati dalle docenti De Giglio e Danesi, sono stati guidati attraverso un percorso ricco di emozioni, fatto di testimonianze, documenti originali e ricostruzioni dettagliate; il Memoriale ha raccontato loro le storie di uomini, donne e bambini strappati alla quotidianità e condotti verso un destino crudele.
Particolarmente intenso e commovente è stato il momento in cui gli studenti sono entrati nei vagoni utilizzati per le deportazioni; un’esperienza toccante che ha permesso loro di comprendere più a fondo la brutalità di quei viaggi senza ritorno e di riflettere sull'importanza del preservare la memoria, atto necessario per costruire un futuro libero da odio e discriminazione.
Arte e memoria: la mostra di Mimmo Paladino al Memoriale della Shoah
Nel corso della visita, gli alunni hanno inoltre avuto l’opportunità di accedere a una mostra temporanea dell’artista Mimmo Paladino, allestita negli spazi del Memoriale. L’esposizione, intitolata “Görlitz – Stalag VIII A – 15 gennaio 1941”, trae ispirazione dal celebre “Quatuor pour la fin du Temps” composto ed eseguito da Olivier Messiaen all’interno di un campo di prigionia nazista il 15 gennaio 1941. Attraverso opere visive e suggestioni sonore, la mostra che propone una riflessione sull’arte come forma di resistenza e come strumento di memoria, ha offerto agli studenti un ulteriore livello di lettura e comprensione del periodo storico.
Articolo e foto a cura della professoressa De Giglio Alessandra
Lavori esposti nell’ambito della mostra Görlitz – Stalag VIII A, 15 gennaio 1941.


