RadioLab: le classi quarte liceo alla scoperta della radioattività naturale
“Niente nella vita va temuto, dev’essere solamente compreso” (Marie Curie)
Il 18 marzo 2026, nell’auditorium della nostra scuola, si è tenuto il primo incontro del progetto di Formazione Scuola Lavoro RadioLab dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) con la partecipazione delle classi 4B e 4C del Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate, coordinate dalla loro docente di fisica, professore Antonietta Lavizzera.
A guidare l’incontro è stata la professoressa Groppi, responsabile locale del progetto e docente della Statale di Milano con una densa attività di ricerca nel campo della Fisica nucleare Applicata, che svolge tra l'Università e il LASA (Laboratorio Acceleratori e Superconduttività Applicata). La sua vasta competenza nella fisica delle radiazioni per la protezione ha permesso di affrontare temi complessi, dalla natura delle particelle ionizzanti alle leggi del decadimento radioattivo. L’idea del progetto è nata dalla considerazione /constatazione che la percezione soggettiva – sensazione – del rischio non corrisponde molto spesso al rischio oggettivo e reale delle attività umane, in quanto nell’immaginario si attribuiscono rischi esagerati e non corrispondenti ai reali livelli di pericolo a tutto ciò che non si conosce. Questo aspetto è particolarmente evidente quando si parla di radioattività. L’idea di base del progetto è avvicinare i ragazzi a tale tematica, dando loro l’opportunità di misurare la radioattività naturale in prima persona per rendersi conto che viviamo in un mondo radioattivo. Gli studenti hanno potuto accostarsi al tema della radioattività e scoprirne le caratteristiche per la sicurezza sanitaria e ambientale. In tale contesto il tema della misura del gas naturale radioattivo radon è risultato particolarmente adatto e di grande attualità, in ottemperanza del DL 101/2020 in materia di Radioprotezione .
Gli studenti hanno partecipato in modo attivo e propositivo e sono stati chiamati ad ipotizzare soluzioni e a discutere protocolli di sicurezza. In questo modo il progetto si conferma non solo come un obbligo formativo, ma anche un'opportunità di orientamento consapevole verso le carriere scientifiche.


