Una giornata tra documenti e dipinti
Un resoconto della giornata secondo Ahmed e Elia, Marco e Fabio
Il giorno 13 marzo 2026 siamo andati a visitare l’Archivio di Stato e la GAM (Galleria d’Arte Moderna). All'Archivio di Stato, luogo dove sono conservati moltissimi documenti (ci sono circa 50 km di documenti in Archivio di Stato a Milano!) riguardanti Milano e dintorni, abbiamo fatto una lezione con delle archiviste sulla storia della Milano dei Visconti e degli Sforza, con tanto di documenti risalenti all'epoca! Tra questi, le archiviste ci hanno mostrato pergamene dell’Alto e Basso Medioevo, un documento che contiene una firma (unica la mondo perché scritta da sinistra verso destra) di Leonardo Da Vinci, una lettera di Bianca Maria Visconti a Francesco Sforza e un documento ufficiale firmato da Carlo V.
Mentre alla GAM la visita è stata libera: abbiamo attraversato stanze con sculture e dipinti delle epoche del “Neoclassicismo” e del “Romanticismo”, fino al Novecento. La visita è stata breve, ma abbiamo osservato con interesse quadri, ritratti, paesaggi e statue, soffermandoci in particolare sui dettagli che ci hanno più colpito e sui paesaggi.
Fabio è stato colpito in particolare da due dipinti.
“Una vendetta di Massimo d'Azeglio: mi ha colpito il corpo dell'uomo morto in mezzo al dipinto, sproporzionato rispetto allo sfondo.
La seconda opera che ho scelto è Trasparenze alpine di Emilio Longoni, perché mi piace lo stile con cui è dipinta, il Divisionismo, tecnica che mette vicini tratti di colori diversi con rapide pennellate.”
L’opinione di Thusen
Dopo la prima, curiosa (e a tratti un po' faticosa/noiosa) scoperta dei segreti dell'Archivio di Stato, ci siamo ricaricati alla GAM esplorando liberamente le sale del museo. Passare dal fascino dei documenti antichi alla luce dei dipinti è stato un vero viaggio nel tempo che ci ha insegnato a custodire la nostra memoria.
Cosa ha colpito Thusen.
Il “Ritratto di Luigi Arrigoni fatto da Gaetano Previati. Ho scelto questo ritratto perché mi ha colpito tantissimo lo sguardo di quell’uomo: sembra quasi che i suoi occhi ti seguano mentre ti muovi nella stanza.
Il dipinto Incendio al porto di mare di Francesco Fidanza: l’ho scelto perché mi ha colpito l'evento rappresentato e anche il modo di utilizzare i colori: sembrava di essere lì presenti!”


