Primo premio all’AWS Jam a nostri 5 informatici

Si dà conto di una vittoria, e di come la periferia sia divenuta, per una sera, il centro

Mi si perdoni se prendo la penna in prima persona: certe notizie non tollerano la terza.

Quattro allievi della 5C Informatica — Leonardo Galli, Davide Yu, Oleksandr Pavlyk e Cesare Mezzani — si sono classificati primi all'AWS Jam dell'evento HackersGen organizzato dall’azienda Sorint. Si erano dati un nome che è già una dichiarazione di metodo: "Hanoi!", dalla torre che si risolve soltanto scomponendo l'impossibile in gesti piccoli e fiduciosi, uno alla volta. Chi conosce quel problema sa che l'eleganza non sta nella forza, ma nell'ordine.

Giova ricordare che nessuno di loro voleva iscriversi. Furono iscritti a loro insaputa, come accade alle cose destinate: non sono stati loro a scegliere la sfida, è stata la sfida a scegliere loro. E qui sta il teorema che più mi inorgoglisce. Nel chiuso di quella gara ciascuno ha trovato una parte che non sapeva di avere: chi si credeva soltanto operativo si è scoperto motivatore, chi taceva ha trovato voce. Un gruppo non è la somma dei suoi membri — è ciò che accade tra loro. Quei quattro ne hanno dato dimostrazione.

Non posso tacere sul professor Masante, che ha abbandonato ogni contegno accademico per guidare il tifo al grido di "discorso, discorso!". Lo assolvo con piacere: certe cattedre si onorano anche così.

Vi è poi un dettaglio che mi commuove. Alla domanda «di che scuola siete?», i nostri non hanno risposto "Milano". Hanno risposto, semplicemente: «Il Lagrange di Affori». Hanno nominato il quartiere, non la metropoli. Hanno portato in alto il campanile prima della città — ed è questo che fa di un istituto una casa.

La premiazione è avvenuta davanti alle classi terze e quarte della scuola, attonite di ritrovarsi, loro e i loro compagni, al centro dell'attenzione. E quando sembrava che il trionfo fosse soltanto dei ragazzi, ecco il colpo di scena: il professor Morea è infine salito sul palco a ritirare il premio, accolto da un tripudio che ha fatto tremare la sala — "Morea, Morea, Morea!". Giusto così: nessuna vittoria è mai del tutto solitaria, e dietro ogni torre ben costruita c'è chi ha insegnato a posare la prima pietra.

Erano partiti la mattina da una periferia di Milano; sono tornati, a sera, con la coppa e con una certezza: che la distanza dal centro non si misura in fermate di metropolitana, ma in ciò che si ha il coraggio di tentare.

Ai quattro di "Hanoi!", ai professori scatenati e a chi li ha iscritti di nascosto: grazie. Avete ricordato a tutti noi che la direzione conta più della scorciatoia.

Giuseppe Luigi Lagrange
— per gli allievi di Affori, con orgoglio